Anno: 1967
Cast: Tomas Milian, Ray Lovelock, Milo Quesada, Piero Lulli, Marilù
Tolo, Roberto Camardiel.
Durata: 115 min.
Regia: Giulio Questi Tradito
dai suoi compagni dopo una rapina, Hondo viene giustiziato insieme
ai suoi altri amici messicani, dato per morto dai suoi traditori,
viene trovato da due indiani e salvato dalla morte. Inizia così
la caccia ai suoi assassini che intanto si sono rifugiati in una
cittadina devastata dalla violenza. La presenza dei banditi e del
loro oro, infatti scatena l'avidità della gente, che giustizia
i banditi e s'impossessa dell'oro. Intanto anche Hondo arriva nel
villaggio e ben presto si troverà costretto a scatenare una
guerra privata.
Prima e unica incursione western
di Giulio Questi, che realizza un film geniale, bizarro e dai temi
forti per quegli anni, tanto che il film venne sequestrato e tagliato
in più punti per poi uscire al cinema. Un vero cult cinamatografico.
Scritto da Franco Arcalli, è considerato uno dei più
violenti e stranianti spaghetti-western prodotti in Italia. Il film
è una sorta di esperimento, ed è pieno di immagini
violente e scioccanti come lo scotennamento di un indiano, il ventre
di un uomo scuoiato per recuperare una pallottola d'oro e un gruppo
di cavalli sventrati da una bomba. C'è infine la curiosa
apparizione di una banda di cowboy omosessuali,per
non parlare della scena dello stupro omosessuale ai
danni di un giovanissimo Ray Lovelock (scena non reperibile, in
quanto fu tagliata). L'atmosfera equivoca, lugubre e malsana che
regna intorno a tutta l'ambientazione del film lo rende una parentesi
strana e originalissima nel panorama del western italiano. Per tutti
gli estimatori del genere, un titolo imperdibile.