IL LUNGO GIORNO DELLA VIOLENZA

 
 

Anno: 1971
Cast: Eduardo Fajardo, George Garvell, Charo Lopez, Sergio Doria, Giovanni Pallavicino, Miguel del Castillo.
Durata: 86 min.
Regia: Giuseppe Maria Scotese

Mexico 1914: la rivoluzione è nel pieno della sua esplosione. Diego Medina, nipote del Generale Medina, è un giovane idealista che ha rubato da suo zio i piani per la difesa della città di Zacatecas e intende fornirli a Pancho Villa. Medina inseguito dall'esercito riesce a fuggire. Incontra e si unisce a Juan Cisneros Malpelo e la sua banda di ladroni. Diego convince Malpelo a scortarlo fino da Pancho Villa, dove sarà premiato con 50.000 pesos e il grado di colonnello nell'esercito di Villa. Intanto i due sono braccati dall'esercito che ha messo anche una taglia su Diego Medina. Pian piano Malpelo si lascerà trasportare dagli ideali del giovane, sentendosi sempre di più un rivoluzionario e sempre meno un bandito.

Da una soggetto di Scotese e una sceneggiatura di Eduardo M.Brochero, Giuseppe Maria Scotese dirige questo suo unico western italiano. Pellicola sulla scia ispirativa di "Qieen Sabe?" ma con una propria identità e originalità. Ci sono alcune buone scene d'azione, oltre a buoni aspetti narrativi come quelli che mostrano come Malpelo si sposta lentamente dall'essere un bandito a diventare un vero rivoluzionario. Il finale del film è tragico ma anche malinconico, forse un pò deludente per lo spettatore che ama il lieto fine, ma comunque è un finale sopratutto di grande intelligenza. Infatti Scotese ha voluto forse sottolineare che sia i rivoluzionari che le truppe dell'Esercito in fondo non erano tanto diversi l'uno dall'altra, dopo tutto la guerra è l'atto più stupido partorito dal genere umano, che produce soltanto vittime senza logica. Qualità narrativa ed eleganza di recitazione contraddistinguono sicuramente questo film. Grande interpretazione di Eduardo Fajardo nel ruolo di Juan Malpelo e brava anche la bellissima Charo Lopez nel ruolo di Lupe la fidanzata di Malpelo, George Carvell è appena nella media, ma se la cava nel ruolo del giovane Diego Medina. Pellicola interamente girata in Almeria. Film diretto in maniera lodevole, storia molto appassionante, con un'altro elemento che rende ancora più affascinanti molte sequenze: le bellissime musiche di Marcello Giombini.






 

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