

Anno: 1969
Cast: Johnny Halliday, Gastone Moschin, Mario Adorf, Francoise Fabian, Mario Castellani.
Durata: 100 min.
Regia: Sergio Corbucci
Hud, pistolero solitario, arriva nella città di Blackstone, dove suo fratello Charlie, accusato di un furto alla banca locale, è stato ucciso. Dopo essere sfuggito a due attentati, Hud, provocato, uccide un uomo coinvolto nell'assassinio di Charlie e per sottrarsi all'arresto si rifugia presso El Diablo, temuto bandito messicano. Grazie all'aiuto di questi, il pistolero riesce a recuperare l'intera refurtiva, ma gli viene sottratta dallo sceriffo che la restituisce a Virginia Pollicut. El Diablo, deciso ad impadronirsi a sua volta del denaro, si mette sulle tracce della donna. Hud non esita ad affrontare il messicano e la sua banda per recuperare ancora una volta il denaro che è costato la vita al proprio fratello. Nella sparatoria che segue, il pistolero riesce a sbarazzarsi di tutti gli avversari; Virginia, colpita a morte, confessa, prima di spirare, di essere responsabile della morte di Charlie. Hud di fronte all'intera cittadinanza, brucia il denaro, poi abbandona per sempre Blackstone.
Ennesimo capolavoro di Sergio Corbucci, che nei western praticamente non toppava mai una volta, se con Navajo Joe e Django il regista affronta i temi del genocidio e del razzismo con questo film parla della sopraffazione attuata dai ricchi e il loro attaccamento al denaro, anche il titolo "Gli specialisti" è riferito ai cittadini di Blackstone specialisti in linciaggi. Pellicola resa ancora più bella dall'interpretazione di Mario Adorf nel ruolo del bandito El Diablo, e da un fermo Gastone Moschin nel ruolo dello sceriffo, il mito francese cantante e musicista Johnny Halliday bravo e perfetto nel suo ruolo, tra l'altro si dice che Corbucci scrisse il film proprio pensando a lui nel ruolo del protagonista. Altra curiosità, è quella della banda dei 4 ragazzi avventurieri, che nel finale prendono sotto assedio la città, prima che spaventati da Hud scappino via, chi dice che fosse un riferimento verso gli hippie consigliatogli proprio da Hallyday che li detestava molto (infatti scrisse proprio una canzone dal titolo capelli lunghi idee corte) e chi dice che fosse un riferimento storico alla "Gang Molasses" realmente esistita, io penso che Corbucci avesse mischiato un pò tutte due le cose. Altra nota va alla breve partecipazione della famosa "spalla" di Totò, Mario Castellani qui nel ruolo del giudice di Blackstone. Insomma è un film bello, avvincente e ben interpretato, con musiche di Angelo Francesco Lavagnino anche lui molto ben ispirato. In pratica è un western bellissimo.














